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martedì 6 novembre 2012

Recensione Iceberg - Caro Tornado

New Model Label - 2012

Con lo scopo dichiarato di voler suggellare su disco la carica dei loro concerti dal vivo, gli Iceberg portano alla luce “Caro Tornado”, debutto ufficiale di questo terzetto pavese nonché messa a fuoco della prima fase artistica degli stessi.
Ciò che evince ascolto dopo ascolto, infatti, è proprio come questo lavoro marchi la sensazione di arrivo al capolinea di un percorso e, allo stesso tempo, tracci le linee guida da seguire per i successivi passi. Tuttavia, anche se la sensazione di un buon secondo passo è tangibile, tale percezione porta via grosse dosi di entusiasmo verso ciò che si ha tra le mani, immergendoci così in acque buie in cui si annaspa a pochi metri dalla riva.
Tale “scelta”, d'altronde, si rende inevitabilmente complice di un'attesa verso i nuovi passi, quelli caratterizzati da maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e, possibilmente, più carichi di quella personalità in grado di farli distinguere tra la folla.

Pestano le pelli con vigore, disdegnano gli eccessi puntando dritti alla sostanza per rendere ruvida ogni angolazione, cadenzano con discreta abilità i momenti tesi e quelli più ariosi, lasciano spazio a diverse chiavi d'interpretazione grazie ad un songwriting evocativo e soffuso, eppure, anche se  continuassimo ad annoverare i punti a favore di questo lavoro, non solo potremmo trovare i corrispettivi contrari ma, pur facendone un mucchio ben stretto, non riusciremmo ad arrivare a quel grado di compattezza capace di rendere inscalfibili i succitati aspetti.

Di fatto si può citare anche solo l'ultimo elemento chiamato in causa ed, in un battito di ciglia, ecco qui spuntare lati meno rosei come: una certa ridondanza della linea compositiva, sciapi sprazzi di evidenti false righe brondiane/verdeniane o un cantato spesso poco convincente e colpevole di abbassare ancor di più il livello di tutta la faccenda.

La passione però non manca e, sostanzialmente, questo cocktail a base di rock, noise e melodia in cui si shakerano dosi di cantautorato e verve grunge, si lascia ascoltare (soprattutto se siete fan degli anni '90 dall'accezione alternativa), pertanto, dati i presupposti, mettere in conto un certo margine di miglioramento non è un'impresa ardua.

Caro Tornado, venendo alle somme, è quindi solo la punta di questo iceberg e, come natura insegna, sotto c'è ancora molto da scoprire.




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martedì 20 marzo 2012

Iceberg - "Caro Tornado" - il disco di debutto della band pavese, tra sonorità noise rock e cantato in italiano - in tutti gli store digitali dal 10 Aprile 2012

1. Caro tornado
2. Per favore dillo tu al diavolo
3. Dosati meglio
4. Clima
5. Nagasaki blues
6. Per un attimo mi avresti voluto morto
7. In piena
8. Ercole
9. F

disponibile anche in formato cd su http://icebergmusica.com/ dal 10 Aprile 2012

Un album energico ed aggressivo, come il titolo lascia presagire, registrato interamente in presa diretta dalla band, per ricreare l'effetto del loro live show.
Chitarre distorte ad altissimi volumi sono il marchio di fabbrica della formazione pavese, sui quali si innestano melodie e cori travolgenti, come nel punk-noise meno allineato.
Gli Iceberg sono un gruppo che fa della spontaneità la propria bandiera, e, come dice la stessa band "Riascoltandolo ci siamo resi conto che le liriche hanno un filo comune, quasi un concept e sono legate da immagini della natura e delle sue forze più violente, non è un effetto ricercato ma rende al meglio l'atmosfera e la carica dei brani".
Formazione: Alessandro Mogni: chitarre e voce / Renzo Carbone: basso e voce/ Marco Monga: batteria

 "Caro Tornado"  - track by track, raccontato dalla band
 
Caro tornado - Fuzz dritto al punto. A volte servirebbe un tornado, qualunque esso sia, per "sollevarci e risvegliare i nostri muri". Ma intanto sai già come finirà

Per favore dillo tu al diavolo - Ci sono il fiume, il piombo, una croce, l’astinenza e alla fine il mare, insomma: ”un morto non rivendica le offese. William Blake”

Dosati meglio - Come dire: un passo alla volta, parti dal basso. Niente più eroi ma superstiti.
Clima - Batteria e basso in loop mentre due persone accanto a voi parlano delle previsioni meteo. È tutto qui, è tutto ok. Poi uno sfogo sul finale 

Nagasaki blues - Situazioni complicate e soluzioni semplici. In amore come in guerra tutto vale e il risultato spesso è lo stesso di un’esplosione atomica.

Per un attimo mi avresti voluto morto - Rumore e silenzio. E la felicità solo nel weekend. Mi vuoi morto?
In piena - Una chitarra acustica e tanta acqua. Un’alluvione che lavi via il superfluo. Il finale è colpa di Neil Young. 

Ercole - Grandina. Le nostre fatiche quotidiane. Grandina ancora.
 
F - Non abbiamo più vent’anni e se non siamo dei nostalgici è solo perché non ne abbiamo il tempo. Adesso lavoriamo otto ore al giorno, stiamo in fila ai semafori, e tu dici sempre più spesso che così non ce la puoi fare. Eppure suggeriscono che devi considerarti fortunato. Dovremmo accontentarci


Prossimi appuntamenti live (in continuo aggiornamento):
24 Marzo Mephisto Rock Cafe , Lu Monferrato (AL)
21 Aprile 2012– KmZero, Tortona (AL)