giovedì 7 febbraio 2013

AFTERHOURS: Padania è tra i finalisti come Album Indipendente Europeo dell'Anno

Padania degli Afterhours è, unico album italiano, tra i 18 finalisti designati per il titolo di Album Indipendente Europeo dell’Anno, quest’anno alla sua terza edizione.

Il premio è organizzato da Impala, l’associazione che raccoglie gli operatori europei della musica indipendente, e richiama il concetto dell’americano Mercury Prize, celebrando il talento musicale e la diversità delle uscite europee indipendenti e promuovendo artisti eccezionali del settore indipendente.

La vincitrice del premio nel 2012 è stata Adele con l’album “21”, ed il vincitore di quest’anno sarà selezionato dalla giuria del consiglio di IMPALA che ha quattro settimane per votare.

Gli album nominati, in ordine alfabetico, sono:
Afterhours – Padania (Germi)
Alt-J – An Awesome Wave (Infectious)
Compact Disco – Sound Of Our Hearts (CLS)
Cro – Raop (Chimperator)
Django Django – Django Django (Because Music) 
El Perro Del Mar – Pale Fire (Ingrid / Memphis Industries)
Enter Shikari – A Flash Flood of Colour (Ambush Reality)
First Aid Kit – The Lion's Roar (Wichita)
Frenkie – Troyanac (Menart)
John Talabot – ƒIN (Permanent Vacation) 
Jukka Poika – Yhdestä puusta (Suomen Musiikki)  
Kaizers Orchestra – Violeta Violeta Vol. III (Petroleum Records)
The Kyteman Orchestra – The Kyteman Orchestra (Kytopia)
Libar – Libar (Menart)
Netsky – 2 (Hospital Records)
Norberto Lobo – Mel Azul (Mbari)
Shaka Ponk – The Geeks and The Jerkin' Socks (Tôt ou Tard / Wagram)
The XX – Coexist (XL Recordings)


Helen Smith, Presidente Esecutivo di  IMPALA ha commentato: "La rosa dimostra la diversità della musica indipendente in tutta Europa. I giudici, in base a criteri del tutto aperti, sceglieranno semplicemente l'album che credono sia il più eccezionale dell'anno ".

Il premio "European Independent Album of The Year" è stato lanciato nel 2011,  in occasione del 10° anniversario della IMPALA.
Questo premio mette in mostra l'ampiezza e la diversità dei talenti indipendenti in tutta Europa. Il vincitore è selezionato sulla base di criteri completamente aperti da un elenco di candidature nazionali e non, presentate per le loro qualità musicali, artistiche o in altri casi eccezionali. Gli album nominati devono essere stati pubblicati da un'etichetta europea indipendente tra gennaio e dicembre 2012.

IMPALA è stata istituita nell'aprile 2000 per rappresentare le associazioni musicali indipendenti. Il 99% delle imprese europee sono piccole medie imprese musicali. Conosciute come le "indipendenti", sono leader mondiali in termini di innovazione e nello scoprire nuova musica e gli artisti - producendo oltre l'80% di tutte le nuove uscite. IMPALA ha i suoi sistemi di assegnazione propri per contribuire a promuovere la diversità culturale e nuovi talenti ed evidenziare il contributo artistico della musica indipendente. Il premio IMPALA è stato vinto da artisti come Efterklang, Adele, Manu Chao, Radiohead, Agnes Obel, Caro Emerald e Sigur Ros.

FOTO: Ilaria Magliocchetti Lombi


_______________________________________
Afterhours:
_______________________________________

EDIBLE WOMAN: Svelata la copertina di "Nation", il nuovo album in uscita il 22 Febbraio 2013.

Ecco la copertina di NATION il nuovo album di Edible Woman.
Disegnata da Bernadette Moens una delle menti dello Studio Arturo (www.studioarturo.com) avamposto della grafica romana degli anni duemilaequalcosa e ispirata al primo inquietante video estratto dal disco che verrà presentato nei prossimi giorni.

E' un primissimo piano di un volto orribilmente sfigurato, il primo frame di una corsa psichedelica e senza possibilità di salvezza verso l’esplosione, la prima casella di uno storyboard per una storia senza storia.


Cover disegnata da:
Bernadette Moens / Studio Arturo
www.studioarturo.com



GUARDA IL TRAILER DI "NATION":



Gli Edible Woman “sono un gruppo di tori rabbiosi in un negozio di porcellane cinesi!!”; questa la folgorante definizione del loro fan Julian Cope e il 22 febbraio 2013 uscirà “NATION“ il loro quarto lavoro in studio.

Registrato in totale presa diretta da Mattia Coletti ai Vacuum Studio di Bologna e masterizzato da Rico (Uochi Toki), verrà pubblicato dalla fiorentina Santeria con                 distribuzione Audioglobe in Italia, mentre la mitica etichetta inglese Rough Trade si occuperà della distribuzione europea. L'album uscirà anche in vinile per la Wild Love Records.

NATION è un disco che cerca di fotografare il momento esatto in cui qualcosa sta per esplodere. Parla della fine di un modo di vivere e di analizzare la realtà, nell’attesa di nuovi e alternativi modi di pensarsi e relazionarsi col mondo al di là dei propri personali confini.

Autori di tre album negli ultimi otto anni, il primo violentissimo “Spare Me/CALF” del 2004, il potente e sintetico “The Scum Album” del 2007 ed il vortice psichedelico di “Everywhere At Once” del 2010, gli Edible Woman hanno calcato palchi nazionali ed europei con compagni di viaggio eccezionali e disparati quali Jesus Lizard, Akron Family, Moon Duo, Placebo, Oneida, Marvin, Prinzhorn Dance School e Wooden Shjips tra i tanti.

Il disco verra presentato il 22 febbraio 2013 al “Go Dai Fest” di Roma nella serata dedicata al fuoco curata da Roberta Sammarelli (Verdena) presso l’Angelo Mai Occupato Altrove (www.angelomai.org)

________________________________
Edible Woman
www.ediblewoman.it
http://ediblewoman.bandcamp.com
________________________________

The Telescopes - questo weekend la band di culto dello shoegaze inglese in tour in Italia

The Telescopes sono una vera leggenda dello space rock / shoegaze che - assieme a Loop, Spacemen 3, J&MC e MBV - ha influenzato diverse generazioni di musicisti, dai Ride ai The Warlocks. Il loro secondo lavoro, uscito su Creation, è considerato da molti un classico, mentre "Taste", l'album di debutto - è stato più volte ristampato da etichette come Bomp!, Rev-ols, Spaceage e The Committee To Keep The Music Evil di San Francisco.

I Telescopes saranno in tour in Italia a partire da giovedì, queste le date:

Giovedì 7 Febbraio Milano - Lo-Fi
Venerdì 8 Febbraio Brescia - Lio
Sabato 9 Febbraio Genova - Viceversa @ Qualude
Domenica 10 Febbraio Ferrara - Zuni


Il loro è un sound ricco di tessiture a spirale, feedback e rumore bianco, riconosciuto come "geniale" da NME e ammirato da Julian Cope.

Dopo aver registrato dei demo nello studio berlinese di Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre, nel 2011 The Telescopes sono stati invitati dai Portishead a unirsi alla line up dell'ATP da loro organizzato, eseguendo per intero "Taste". L'evento si è ripetuto nel 2012 in occasione dell'Austin Psych Fest, a cui The Telescopes hanno partecipato approntando per l'occasione un lungo tour negli States e fermandosi a Minneapolis per fissare nuove registrazioni.
Lo scorso anno sono usciti due nuovi singoli: il primo è una versione in chiave drone del classico di Nick Drake "Black Eyed Dog", uscito per Trensmat; il secondo è un nuovo brano a firma The Telescopes - con la partecipazione di One Unique Signal, la band che spesso accompagna Stephen Lawrie dal vivo - uscito per Dream Machine.

The Telescopes - nelle varie incarnazioni guidate dal leader e fondatore Stephen Lawrie - sono una band che sta vivendo una nuova giovinezza in piena fase creativa, e che gode anche in Italia di un seguito numeroso, preparato e appassionato, come ha dimostrato l'ultimo tour italiano del 2011, con molte date sold-out.

Nelle date italiane di questa settimana saranno parte della line up e si esibiranno in apertura i danesi Black Light White Light, che si sono imposti all'attenzione col debutto "Infreared Daylight", album dai toni bohemien e sixties che li ha portati anche sul palco del celebre SXSW. A completare la formazione le chitarre di James Messenger (della band inglese One Unique Signal) e di Francesco Vanni dei Piatcions, alfieri italiani della nuova scena psychedelica.


"In another universe altogether... incredible" (Nat Cramp NME)
"Every sound you ever heard was but a preliminary exercise in hearing, for the all embracing maelstrom of The Telescopes" (j.Seltzer Melody Maker 1989)



_______________________________
The Telescopes:
http://blacklightwhitelight.com
_______________________________

mercoledì 6 febbraio 2013

ARCANE OF SOULS | "Bronson", il nuovo video

"Bronson", quarto singolo di Arcane Of Souls (al secolo Alfonso Surace),
è un incalzante blues psichedelico che ironizza con sarcasmo sul continuo "sentirsi sulla soglia".



Questo è il video ufficiale di "Bronson":
http://www.youtube.com/watch?v=jXRqk2J6HOQ
 

Il video vede come protagonista l'alter ego Falcone Ussaro ridotto come un degente a causa dei suoi reali problemi all'orecchio sinistro,
circondato da dottori e dottoresse che cercheranno di guarirlo con strane pratiche.
Sarà l'operazione finale a svelare un misterioso segreto che lascerà increduli i dottori e Falcone stesso.

La regia e il montaggio del video sono stati affidati a Mauro Mazzola, nonchè chitarrista live di Arcane of Souls.
Con “Bronson” Alfonso Surace continua imperterrito sulla strada dell'autoproduzione a budget zero.


Nel video hanno partecipato:
Alfonso Surace – Falcone Ussaro
Alessia Bee L'Alì – dott.ssa Bee L'Alì
Lina Montanari – dott.ssa Powder
Gabriele Ferreri – dott. Fioshina
Marco Ghezzi – dott. Gargo
Monelle Chiti – dott.ssa Trilli
 

"Bronson" è contenuta in "Vivo e Vegeto", uscito il 12-12-12
ed il singolo è scaricabile in download su BandCamp a questo indirizzo: http://arcaneofsouls.bandcamp.com
 


QUESTE LE PROSSIME DATE CONFERMATE DEL TOUR DI ARCANE OF SOULS:

9 Febbraio - The One, Cassano d’Adda (MI)
22 Febbraio - Appropolipo Night, c/o Bloom, Mezzago (MB)
 

Recensione Flowers - Monna Lisa Store


Sembrano giungere in punta di piedi i Flowers, trio di Fiorenzuola d’Arda ora all'attivo con il primo lavoro ufficiale e, con altrettanta prudenza, bussano alle porte del music word, ma lasciateli entrare nei vostri mondi privati ed il delirio è assicurato.

Giovani, esplosivi e dalle iridescenze ricche di rimandi sonori altisonanti i tre si muovono con slancio in terreni sanguinanti e, sgomitando per trovare un posto in piedi tra la folla, giocano con avidità con i tratti somatici di un'era che fu.
Tale ricerca, tuttavia, compiuta in piena energica corsa, diviene vittima dell'urgenza ed il trio si ritrova, accecato dai bagliori union jack, a mettere in riserva i rischi attingendo a piene mani nella sempre viva età degli splendori brit-pop, i '90.

Dando un così nutrito spazio ai punti di forza del genere d'altronde ci si ritrova a percorrere una via lastricata di oro bello solo da guardare e, non potendo godere dei benefici di tale “ricchezza”, lasciano all'ascoltatore solo il vuoto di un miraggio.
In sostituzione della scarsa dose di personalità giunge però in nutrito aiuto la granitica vitalità citata in apertura, ma ciò nonostante le pecche di “Monnalisa Store” non riescono a dare segni di cedimento e ci ritroviamo alla fine dei festeggiamenti a fare la conta dei danni.

Come primo tra tutti i detrattori non può non essere menzionato il senso di uniformità sonora tra pezzo e pezzo, una pecca, questa, capace di far calare l'attenzione fino a farci percepire la sensazione di non avere più nulla tra le mani. Ma non solo, andando avanti tra le noti dolenti inevitabilmente si torna a sottolineare i rimandi troppo marcati al pantheon dei loro autori chiave ma, ad ogni modo, non serve scavare poi molto per trovare invece quelli che sono i buoni punti in divenire del trio.

Cominciando dalla salda padronanza delle proprie capacità tecniche si passa così via via alle valide intuizioni che si possono riscontrare nei cenni di contaminazioni folk, psichedeliche/settantiane o rock dagli afflati power o più hard per poi puntare l'orecchio all'interessante uso di riferimenti letterari (vedi citazione del De Profundis di Wilde) che certo non lasciano indifferenti soprattutto contando che di opera prima si tratta.

Tra momenti acustici o tirati, tra feste o malinconie, proprio come il celeberrimo quadro su cui ruota questo disco, i Flowers ci lasciano in sospeso tra i fumi di un mix di mistero, realtà, leggenda, consuetudini di comodo e sogno; così dando per buono ciò che riesce a farci passare un po' di tempo in allegria, cerchiamo di non farci troppe domande su come alla fine tutto ciò (volendo) può riuscire ad intrigarci. La strada da percorrere però è ancora lunga e per il famoso salto di qualità ci vuole uno sforzo maggiore.




________________________________
Flowers:  
________________________________

martedì 5 febbraio 2013

KEITH TIPPET_GIOVANNI MAIER: ecco la copertina di "Two For Joyce" in uscita il 19 Febbraio


Two For Joyce - Live in Trieste’ uscirà il 19 Febbraio per Long Song Records/Audioglobe.

Keith Tippett, pilastro del pianismo jazz/avant inglese ed europeo da oltre quarant‘anni, e Giovanni Maier, tra i migliori e più rispettati bassisti jazz nostrani da più di due decenni, si conoscono da molto tempo. Hanno già suonato insieme in passato nell‘ensemble “Viva La Black“ del trombettista Pino Minafra.

Solo ultimamente però la loro stima reciproca è sfociata in un concerto in duo, nel maggio 2012 a Trieste, nell‘ambito della rassegna “Le Nuove Rotte del Jazz“.
“Two for Joyce - Live in Trieste“, nuovo cd su Long Song Records/Audioglobe è il felicissimo e riuscito resoconto della loro performance.

50 minuti di musica improvvisata, un’unica lunga traccia di musica che mostra meravigliosamente la gamma delle loro possibilità esecutive.

Secondo alcuni Tippett dà da sempre il suo meglio da solo o in duo, malgrado i molti eccellenti lavori in vari ensemble più o meno numerosi.

Pianista profondo e inventivo, austero e grandioso insieme nelle cascate di note e suoni (note le sue “preparazioni“ sul piano) che può creare, trova qui in Maier un partner ideale. Maier è, come noto, bassista corposo, denso, sostanziale e lucido sempre. Un vero maestro del suo strumento.

La loro unione qui trasuda intelligenza, ironia; è stimolante senza mai far venire meno la tensione, e ci regala un‘avventura musicale di grandissimo spessore, un                 conversazione esemplare di incastri e azioni/reazioni.

“Two for Joyce - Live in Trieste“ è, definitivamente, un nuovo tassello importante nella gloriosa tradizione della grande improvvisazione europea.

_____________________________________
TIPPET_MAIER

http://www.mindyourownmusic.co.uk/
http://www.giovannimaier.it
_____________________________________

sabato 2 febbraio 2013

ARTIC MONKEYS: Il Grande ritorno in Italia!

-       HANNO SUPERATO IL RECORD DEI BEATLES CON 600.000 COPIE VENDUTE IN SOLI 5 GIORNI PER L’ALBUM DI DEBUTTO      
WHATEVER PEOPLE SAY I AM, THAT’S WHAT I’M NOT

-       AL LORO ATTIVO QUATTRO ALBUM SEMPRE AL 1°POSTO
DELLE CLASSIFICHE BRITANNICHE E AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE MONDIALI

-       I PIONERI DEL ROCK CONTEMPORANEO TORNANO IN ITALIA
CON DUE SOLE DATE E UN NUOVO DISCO DI PROSSIMA USCITA


Mercoledì 10 Luglio 2013
ROMA
ROCK IN ROMA, Ippodromo delle Capannelle

Via Appia Nuova, 1245
Apertura porte Ore: 18.00 - Inizio Concerto Ore: 21.45
prezzo del biglietto:
posto unico: 32 Euro + diritti di prevendita
Biglietti in vendita su www.ticketone.it, www.greenticket.it, www.listicket.it, www.bookingshow.it e www.go2.it
 


Giovedì 11 Luglio 2013
FERRARA
FERRARA SOTTO LE STELLE, Piazza Castello
Piazza Castello

Apertura porte Ore: 19.00  - Inizio Concerto Ore: 21.00
prezzo del biglietto:
posto unico: 32 Euro + diritti di prevendita
Biglietti in vendita su www.ticketone.it, www.vivaticket.it, www.geticket.it, www.bookingshow.it e www.ferrarasottolestelle.it 


Biglietti in vendita dalle ore 10.00 di giovedì 31 gennaio su Ticketone.it, dalle ore 10.00 di venerdì 1° febbraio nei punti vendita autorizzati Ticketone e in tutte le prevendite autorizzate a partire dalle ore 10.00 di lunedì 4 febbraio per la data di Roma e dalle ore 10.00 di giovedì 7 febbraio per la data di Ferrara

Informazioni su come acquistare i biglietti:

Ticketone – www.ticketone.it - 892.101
Greenticket – www.greenticket.it – 899.5000.55
Listicket – www.listicket.it – 892.982
Bookingshow – www.bookingshow.it - 800.58.70.55
Go2 – www.go2.it
Vivaticket – www.vivaticket.it – 899.666.805
Unicredit - www.geticket.it – 848.002.008
Ferrara Sotto Le Stelle – www.ferrarasottolestelle.it – 0532.241419
 
L'organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

 ____________________


Gli Arctic Monkeys sono una tra le band di maggior successo nel decennio del rock and roll. Giovani, energici, innovativi e carismatici, hanno conquistato i favori di critica e pubblico soprattutto grazie al loro innato ed originale talento. Formatisi a Sheffield nel 2003, la band ha prima di tutto spopolato grazie al vorticoso passaparola di un loro demo tra conoscenti, amici e la rete, a cui ha fatto seguito un contratto discografico con la rinomata Domino Records nel 2005. È nello stesso anno che esce il primo album, Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not: oltre 600.000 copie vendute in soli cinque giorni. Hanno battuto il precedente record di vendite detenuto dai Beatles. Ma questo è solo l’inizio: il disco raggiunge il primo posto nelle UK charts, entra in top ten in tutti i paesi europei e negli USA. Concerti ovunque sold out, a cui fa velocemente seguito il secondo altrettanto fortunato disco, Favourite Worst Nightmare (2007), che manda la band dritta al primo posto in Inghilterra. Un successo travolgente che porta Alex Turner e soci a vincere due Brit Awards come miglior rock band britannica e come miglior album inglese. Humbug, il terzo disco, quello che nell’ambiente discografico viene spesso definito come il più difficile, esce nel 2009 e conferma tutte le aspettative di coloro che inquadrano gli Arctic Monkeys come i “pionieri” del rock contemporaneo. Prodotto da Josh Homme, leader dei Queen Of The Stone Age, Humbug segue lo stesso percorso dei precedenti: n.1 in classifica UK, n.1 nelle classifiche europee e top 10 in America, Australia e Giappone. Seguono tour mondiali sempre sold out e, nel frattempo, la band denota un cambiamento di stile attraverso una musica più matura e a tratti introversa, confermando Alex Turner come il nuovo prototipo di songwriter moderno. Due anni più tardi, nel 2011, esce Suck It And See. Prodotto da James Ford il nuovo lavoro lascia la psichedelia americana anni ’60 che contraddistingueva Humbug per riabbracciare le più consuete melodie in stile British. Suck It And See debutta al numero 1 della UK chart e conferma gli Arctic Monkeys nell’olimpo delle band con quattro dischi andati direttamente nella prima posizione delle classifiche di vendita, insieme a The Beatles, Stereophonics, Coldplay, Keane ed Oasis.
Pare che la band sia al lavoro su un nuovo disco, secondo quanto rivelato dal bassista Nick O’Malley a Spinner. Una nuova direzione artistica, più orientata verso una musica veloce, come aggiunge il batterista Matt Helders, che ha spiegato che i due ultimi brani rilasciati, R U Mine? ed Electricity, non sono canzoni che caratterizzeranno l’album ma, spesso, si parte da altro per raggiungere un risultato inaspettato.

________________________________________
Arctic Monkeys: www.arcticmonkeys.com
________________________________________